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La temperatura
Ognuno di noi carpisti ha in animo la forte motivazione di giungere alla cattura della carpa dei suoi sogni o di una pescata, se possibile anche più di una, da definire memorabile, per giungere a ciò si impegna quotidianamente a ricercare tutte le possibili strategie per potersi migliorare e migliorare la propria tecnica di pesca e di ricerca delle carpe. Premesso e confermato che ritengo non esistano esche segrete, a parte le mie….., o situazioni in cui solo il fato giochi le sorti di una pescata, ogni piccolo elemento innovativo può essere importante per il miglioramento ricercato, da tempo sono in contatto con assidui pescatori a spinning che hanno coperto innumerevoli Chilometri immolati anch’essi alla ricerca delle prede da sogno come ogni buon pescatore che si rispetti. Questi ragazzi, alcuni non proprio tali, hanno partecipato ai mondiali di pesca al Black Bass con ottimi piazzamenti e mi hanno anche pregato di evidenziare che anche loro hanno diritto a qualche angolo di lago visto che spesso si trovano imbrigliati tra ragnatele di fili tesi dai carpisti anche a centinaia di metri dalle loro postazioni, senza arrivare al lancio di piombi e di insulti cerchiamo di rispettarci. Ma tornando a noi diciamo che non ci sono grosse analogie tra la nostra e la loro pesca anche se il rilascio del pescato è fondamentale per entrambi, ma quando mi hanno illustrato il loro modo di interpretare l’ecoscandaglio sono rimasto colpito da un particolare. Essi individuano i bersagli, cioè le prede, considerando l’uso del termometro per determinare le termocline indice di una variazione di temperatura che è sinonimo di luogo ideale per la mangianza o pesci foraggio, cioè i pesci di piccola taglia di cui si nutrono i predatori, obiettivo della loro pesca. Abbinando questa favorevole situazione alle nostre carpe ho cercato di valutare quanto questo elemento potrebbe essermi stato utile per la nostra pesca, c’era qualcosa di cui ero a conoscenza ma che forse non avevo approfondito a dovere ed era il momento di analizzare alcune cose. E’ fuori di ogni dubbio che la temperatura svolga una importante funzione nella esistenza di qualsiasi essere vivente, le carpe ad esempio, non decidono la loro riproduzione in base al calendario ma alla temperatura dell’acqua che sviluppa in loro lo stimolo innato della deposizione e fecondazione delle uova. Indubbiamente la tecnica di ricerca di zone a temperatura migliore e intendo più costante e non più alta, era una strada da seguire e il fatto stesso della novità mi rendeva particolarmente euforico. Devo ammettere che i risultati più evidenti si sono avuti nel periodo freddo, dove le posizioni a temperature più miti sono quelle probabilmente sfruttate dalle carpe per passare il periodo più duro per loro di tutto l’anno, l’inverno. Ma comunque il fatto di pescare in un luogo diverso nelle condizioni generali del momento, e non casualmente, e dai luoghi dove la maggioranza dei pescatori deponeva le esche poteva portarmi a interessanti situazioni o a clamorose delusioni, bastava solo provare. C’è da dire che a volte non ci rendiamo conto delle motivazioni globali che ci portano ad una cattura e forse tra queste c’è anche di aver trovato una zona a clima stabile, perché dunque non ricercarle di proposito? il compito non è poi così difficile, se non disponiamo di un ecoscandaglio con indicazione della temperature sarà sufficiente un termometro ed un po’ di pazienza. Tenendo conto che in un lago, nonostante la apparente staticità dell’acqua, si producono delle correnti superficiali o più profonde per azione del vento e di eventuali affluenti, dovremo trovare le probabili zone dove presumiamo uno spot interessante. Teoricamente potremmo anche sondare l’intero specchio d’acqua ma è chiaro che non è proprio l’intento primario formare la carta topografica del lago ma la pesca fine a se stessa, esistono due tipi di strumenti che ci agevolano il compito, un termometro ad alcool o un termometro digitale con profondimetro integrato. In entrambi i casi ci regoleremo sondando le zone interessanti a seconda della profondità da ispezionare, nel senso che se ricerchiamo dati a tre metri di profondità è un conto, se si va oltre è consigliabile utilizzare un piombo da almeno 50 grammi collegato al nostro termometro. I luoghi da ispezionare sono quelli protetti dalla azione diretta del vento, ad esempio dietro grosse rocce dove sono meno influenti le correnti provenienti dalle ampie zone del centro lago, inoltre aumentando la profondità si crea una sorta di barriera che dovremo tenere presente negli avvallamenti che precedono tali picchi. La tecnica è davvero molto semplice, fatta di pazienza e una attenta ricerca sondando a una distanza di non più di dieci metri da ogni lancio la temperatura sul fondale, perché è qui che ci interessa sapere cosa avviene. Il termometro digitale con profondimetro ci da anche la lettura progressiva di zone differenti dal fondale fino alla superficie ma questo è un dato che ritengo superfluo ai fini della nostra pesca, può essere interessante la lettura parziale di alcuni punti in successione del fondale, fino a tre durante lo stesso recupero. Importante è invece creare una specie di mappa climatica dello strato più profondo dove stazionano e transitano le carpe, la variazione anche di pochi gradi ci consente di pescare in una zona sicuramente interessante, a tal proposito sottolineo che abbiamo una ulteriore possibilità di successo ma non la risoluzione della giornata. La strada per il successo è lunga ed irta di ostacoli, abbiamo ancora molto tempo per percorrerla, considerando ad esempio che alcuni testi citano catture di carpe in acque a temperatura di tre gradi sopra lo zero, posso testimoniare personalmente di avere ottenuto catture fino a sette gradi sopra lo zero ma quello che più conta è che temperature poco più miti in uno specchio di acqua apparentemente enorme sono sicuramente un fattore positivo che può aiutarci a raggiungere il nostro scopo. Teniamo presente che le carpe sono animali termofili, preferiscono naturalmente le acque temperate, la loro attività metabolica che si traduce in alimentazione è direttamente correlata alla temperatura che in quel momento è presente in acqua. Una delle fonti basilari per il loro benessere è la quantità di ossigeno disciolta nell’acqua che è inversamente proporzionale alla temperatura, in pratica più è alta la temperatura dell’acqua minore sarà l’ossigeno in essa presente. Questo è un dato importante per la pesca nel periodo caldo dove la localizzazione di zone a temperatura più bassa rispetto alla globalità dello specchio d’acqua può tradursi in zone di comfort per lo stazionamento delle carpe e di buona parte delle loro fonti alimentari. Per concludere, la pedina della ricerca di una zona termica ideale ci può essere di grande aiuto, come dicevo in precedenza, al di sotto di cinque, sei metri, oltre questa profondità l’influenza della temperatura esterna è trascurabile in maniera diretta. Anche se la temperatura atmosferica scende di colpo l’attività delle carpe non avrà un rallentamento se non dopo 48 ore di stabilità della temperatura stessa, gradualmente anche la temperatura dell’acqua si abbasserà facendo temporaneamente abbandonare la ricerca di cibo dalle carpe per acclimatarsi e adeguarsi ala reale necessità di alimentarsi. Spero di essere stato esauriente, quanto meno per avere acceso un interesse in voi per una tecnica che mi ha dato soddisfazioni e un gran numero di dati, da confrontare con le vostre esperienze.
Dodi Alessandro