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Le Mani in Pasta

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Le Mani in Pasta

Ho notato che più volte ci si interroga su quale base aromatica ed in quale diluizione caratterizzare le nostre boiles trascurando o sottovalutando spesso un elemento di tutto rispetto come il mix(ovvero la miscela dei vari ingredienti che comporranno le boiles). Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, il mix è la parte più importante che costituisce la nostra boile, è infatti grazie ad esso che possiamo catturare carpe di dimensioni sempre più ragguardevoli per la composizione stessa del mix e tutti i benefici alimentari in esso contenuti . Spesso e soprattutto i neofiti sono tratti in inganno dalla attrazione olfattiva che identifica la nostra esca scivolando anche nell’eccesso puntando tutto su un elemento superfluo. Infatti è dai componenti nutritivi contenuti nei mix che convinciamo le carpe ad alimentarsi delle nostre esche nutrendole equilibratamente e dando loro cibo comodo, ed anche cambiando aromi non cambieremo la struttura alimentare dei nostri mix, preponderante motivo di attrazione . Anche se di per se il mix ha una perfetta attrazione dovuta alla composizione stessa delle sue farine e che le carpe distinguono molto più nettamente di noi, non è proprio di questo che vorrei parlare. La valenza nutritiva del mix è un elemento importantissimo che magari affronteremo in un altro momento, ma anche il comportamento meccanico dei mix è una cosa di tutto interesse, come vedremo tra poco. Partendo dalla nascita di un prodotto di tipo industriale la cosa essenziale è la scelta di farine di alta qualità per garantire il corretto apporto nutritivo che le farine hanno in origine e permettere un tempo di conservazione il più lungo possibile. La creazione di un prodotto casalingo comporta certamente la rinuncia a standard qualitativi alti per la difficoltà di reperimento di alcune farine importanti ma ci da la possibilità di sbizzarrirci in fantastici esperimenti. Qualunque sia l’origine dei nostri mix la prima componente da analizzare è la granulometria, la grandezza cioè dei componenti e di conseguenza come essi si comporteranno nella fase di esercizio in acqua. Anche se una analisi corretta sarebbe meglio farla sulle boiles terminate per una possibile mutazione dei mix impastati e bolliti, anche ad occhio possiamo fare le dovute distinzioni, tenendo conto che più il mix è fine ed impalpabile meno rilascio avverrà in acqua. Per spiegare meccanicamente il rilascio delle boiles in acqua pensiamo a come avviene e cioè con la penetrazione dell’acqua per la pressione che essa esercita in qualsiasi corpo immerso in essa, più è alta la resistenza alla penetrazione più tempo e pressione saranno necessari al liquido alla penetrazione. La penetrazione dell’acqua induce la fuoriuscita di quanto contenuto nel corpo immerso, in questo caso delle nostre boiles, ed è in questo momento che comincia la dispersione dei nostri aromi, possiamo pilotare in base a quanto descritto la durata dell’efficacia delle esche. Ci sono due situazioni che riassumono l’efficacia dell’utilizzo di un mix a granulometria fine, sono le acque calde e le lunghe pasturazioni dove le boiles devono rimanere attrattive per molto tempo( premesso che queste sono regole generiche ed ogni situazione è da valutare). Sempre due sono quelle che consigliano l’utilizzo di mix dalla struttura grossolana, le acque fredde e le cosiddette pescate veloci dove si ha necessità di fare uscire velocemente la parte aromatica per attirare in fretta le carpe. Elementi estranei alle farine come i semi contribuiscono a rendere l’impasto dispersivo, creando dei punti dove l’acqua entra con più facilità ma se usati in dosi alte possono rendere difficile la rullatura delle nostre boiles. Un’altra occasione in cui ci accorgiamo della qualità di un buon mix è proprio il momento di rullare le boiles, la coesione dell’impasto è importante per ottenere esche perfettamente sferiche ma soprattutto compatte e dure. Uno dei frequenti difetti di un mix che non ha buona coesione è il buco centrale che si forma dopo la rullatura, anche se altre possono esserne la causa, con l’aggiunta di albumina o caseina in una percentuale del 10% dovremmo risolvere il problema. Spesso è per la fretta che non si ottiene un buon impasto, bisognerebbe attendere una decina di minuti almeno prima di procedere all’utilizzo della pistola, infatti non tutti i componenti dei mix assorbono i liquidi nello stesso modo lasciando riposare l’impasto avvolto da un nylon si ha una perfetta amalgama che ci faciliterà il compito. A seconda del mix che abbiamo utilizzato per le nostre boiles dovremo regolarci anche con i tempi di cottura, nulla di complicato, per la stessa ragione della penetrazione in un impasto a granulometria fine necessiterà un tempo leggermente superiore perché la cottura sia perfetta anche al centro della boile. Anche nella asciugatura delle esche ci sono da prendere le conseguenti attenzioni, parlando sempre di una boiles ottenuta da impasto fine i tempi si allungano per la difficoltà di espulsione dell’umidità data dalla compattezza del prodotto. In boiles ottenute da un mix a granulometria grossa essendo più rapida la espulsione dei liquidi si ha una asciugatura veloce che può anche rimediare ad una cottura insufficiente dell’interno della boiles che altrimenti tenderebbe a creparsi durante la fase di essiccazione. Dobbiamo comunque immaginare una sorta di scudo che protegge l’interno della nostra boile e il suo profumato contenuto, una volta in acqua questo scudo viene ammorbidito e inizia il procedimento di scambio. Può capitare, pescando in fondali fangosi, che le boiles puzzino e la cosa non è certo piacevole ma questo significa che la boile ha terminato la sua funzione attrattiva, aromatica, ed ha assorbito acqua a diretto contatto con il fondo. Probabilmente sarebbe il caso di cercare luoghi meno puzzolenti ma a volte questa è proprio una caratteristica del luogo, come in molti canali, per minimizzare l’inconveniente si può aggiungere alle sole boiles da innesco una percentuale di indurente per renderle più longeve. Così facendo avremo anche esche che possono durare per molto tempo in integrità strutturale permettendoci di stare tranquilli anche su esche depositate trenta ore prima in pesca (pensiamo a un terminale a 400 metri da riposizionare magari di notte). Come spesso avviene la cura dei particolari si rivela molto più importante di quanto venga superficialmente valutato, il mix viene a volte considerato il supporto dell’aroma o peggio pastura attrattiva, ma ha una ben definita funzione e bisognerebbe tenerlo presente. Qualcuno troverà l’argomento trattato scontato e in qualche modo obsoleto, a parte che qualche considerazione di ripasso fa bene a chiunque, ma soprattutto non dimentichiamo che il carpfishing continua la sua espansione e da questo si evince che molte persone si avvicinano a una pesca che non è propriamente facile. Alcuni termini Anglosassoni non sono sempre ben assimilati e i sacrifici non sono pochi, dare il benvenuto alle nuove leve è un dovere che personalmente mi sento di promuovere, non per nulla la nostra rivista si è portata da quattro a sei numeri annuali, un grazie a tutti quelli che con la loro fiducia ci hanno aiutato a migliorarci.

Dodi Alessandro

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