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Tiger Nut
Parliamo delle insidie dedicate all’Amur o carpa erbivora, i compiti per analilzzare nel dettaglio le cose interessanti e le caratteristiche di questo pesce sono stati affrontati da più autori per meglio approfondire i molti argomenti ed avere una dettagliata spiegazione per ogni passaggio. Quello che vorrei fare è di analizzare una delle esche più utilizzate e redditizie per questa pesca, le tiger nut, forse perché è nota la mia predilezione per le noccioline più amate dalle Amur, ma anche dalle carpe, di cui sono assiduo utilizzatore da parecchi anni. Intanto bisogna fare chiarezza su uno dei dubbi che può sorgere sul loro utilizzo, non sono dannose per i pesci, o meglio non lo sono quanto lo potrebbero diventare in mano ad uno sconsiderato pescatore, come è noto non solo in pesca tutti gli eccessi portano squilibri e solo alle quantità e alla preparazione dovremo fare attenzione utilizzando le tiger senza nessuna altra precauzione. Una breve introduzione sulle caratteristiche per conoscere meglio le tiger nut o chuffas, le nere nascono in Africa e più precisamente in Nigeria dove, nello stadio fresco, sono raccolte e utilizzate quali potente afrodisiaco ancor oggi (mi sono informato a fondo e solo da fresche hanno queste virtu’), sono arrivate alla Spagna in conseguenza alle invasioni Turche, e sono utilizzate nella alimentazione animale ma anche umana, sono vendute infatti come noccioline da aperitivo, quelle chiare, e ne viene estratto lo sciroppo per addolcire frappè e granite o come dolcificante per dolci tipici. Vengono raccolte a Novembre negli ampi campi a prevalenza sabbiosa e subiscono un processo di disidratazione, in seguito vengono stoccate per un mese circa e verso febbraio sono pronte per essere vendute, questo è importante per valutare il periodo più idoneo al loro acquisto, direi non oltre Settembre visto che se non sono ben conservate hanno problemi ad essere mantenute efficaci e sane. Una tiger nut sana deve essere secca e dura e non gommosa, compatta e soda e non con piccole cavità che denunciano la presenza di vermi, la migliore sistemazione è in barattoli o sacchi di polietilene sigillati posti in un luogo buio. Veniamo alla preparazione in pesca che continua a dividere gli appassionati, ci sono infatti alcuni metodi per ottenere il prodotto finito, partendo dal presupposto che le scorciatoie non mi piacciono io lascio le chuffas in ammollo per 3/5 giorni dipende dalla loro dimensione cambiando l’acqua almeno due volte e comunque il momento idoneo è indicato dalla formazione di una schiuma superficiale biancastra, poi le metto a bollire ben coperte dall’acqua e dal momento in cui si producono le bolle di ebbollizione le lascio su per 15 minuti a coperchio chiuso. Le lascio raffreddare nel loro liquido di cottura e dal momento in cui sono fredde sono utilizzabili, rimangono utilizzabili per una decina di giorni, poi il puzzo comincia a sovrastare qualsiasi altro odore e forse è meglio prepararne delle altre, preferisco non aggiungere altri ingredienti ma se si vuole….. Come si vede nella tabella il tenore zuccherino è alto e ricordate gli sciroppi di cui parlavamo prima, mi sembra superfluo aggiungere zucchero ma c’è chi lo fa anche per velocizzarne la fermentazione, questo va aggiunto nell’acqua di ammollo e non dopo la cottura, dopo la bollitura o in reidratazione si possono aggiungere aromi in alcool e aminoacidi o attrattori, non appena spento il fuoco in modo che assorbano fino al raffreddamento. La possibilità è anche quella di coprirle con acqua bollente e lasciarle a macerare per alcuni giorni ma non credo sia la stessa cosa, la temperatura alta di ebbollizione non rovina la struttura delle noccioline a meno che non sia di alcune ore e quindi risparmiare un po di tempo e un po di gas non giustifica questa cottura alternativa. Ometto la preparazione con il solo ammollo in acqua fredda, già detto e ridetto la pericolosità per i pesci di questa lavorazione inoltre l’Amur è ancora più esposta dal rigonfiamento delle esche non reidratate, essendo ingorda mangia quantità di cibo che espelle con difficoltà e se va tutto bene non mangia più per giorni e giorni. Come dicevo avremo parecchi giorni utili per utilizzare le tiger ma per quelle da innesco faccio un liquido di mantenimento che è anche un booster, qualche cucchiaiata di sciroppo di tiger nut, un paio di goccie di aroma, a me piace molto il miele, e un cucchiaino di conservane, meglio liquido, in questa soluzione si tengono coperte e intatte per un anno un tempo più che sufficientedirei. La preparazione della zona di pesca per le Amur deve essere fatta con alcune varianti rispetto a quella per carpe, nulla di fondamentale perché la parola d’ordine sarà abbondanza, ricordandoci di non scivolare nell’essesso, per la tipica caratteristica gregaria dell’Amur che se arriva su una fonte di cibo la spolvera in men che non si dica. Quindi la preparazione di mais e tiger nut, che può essere divisa in 50% per tipo, deve essere di alcune decine di Chili, un vantaggio è la rapidità di preparazione e il costo mediamente basso di queste due esche naturali. Ho ottenuto interessanti risultati macinando le tiger per introdurle nel method, in questo caso frullate dopo l’ammollo si ottiene una poltiglia idonea, o da secche per miscelarle al mix con cui ho rullato boiles alle tiger nut, ed ho potuto creare stupende pop up, utilissime per la pesca delle Amur. Per il method ho utilizzato farine leganti neutre e il 30% di frullato di tiger un po di sciroppo e qualche tiger in mezzo questa palla di profumi è micidiale per attirare i pesci anche in lontananza, ha rivelato la sua criticità nell’attacco di carassi anche superiori al Chilo e scardole ma in quanto a potere attirante c’è poco di meglio, magari va utilizzata solo all’inizio della sessione o per una sessione di pesca di alcune ore. Le due tipologie di Tiger, intendo le chiare e le nere non sono sostanzialmente differenti se non per il quantitativo di zuccheri superiore nelle nere, l’utilizzo è quindi identico la diversificazione anche nelle dimensioni di esse è solo una richiesta di mercato, le piccole valgono quanto le grandi, non ritengo giustificato un prezzo diverso ma molti carpisti, potendo scegliere, preferiscono le giganti non sapendo che alimentano i rincari, almeno usiamole solo per gli inneschi. L’essenziale è stato detto, lo spazio purtroppo non è mai abbastanza e ci vorrebbero 100 pagine in più, comunque è anche possibile reperire informazioni da un articolo mio di un anno fa circa, anche dopo quell’approfondimento al Carp Italy mi hanno chiesto se le chuffas sono davvero catturanti, incredibile, si potrebbe pescare solo con quelle tanto le ritengo buone bando ai dubbi e provate, provate, provate.